La Casa di Elsa Morante Procida

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casa Elsa

Si tratta di Procida, pezzo di verde smeraldo scagliato poco lontano dal golfo di Napoli. Elsa Morante non descrive solo gli assolati e silenziosi paesaggi procidani abitati da animali reali ed immaginari, la marina di Procida con le sue viuzze strette, le case variopinte, le barche in secca, il Castello che domina completamente l’isola, ma appare affascinata dagli usi e costumi di questa terra che racchiude mille tradizioni. Ciò che incantò la Morante è ancora presente nell’isola. Luogo cardine di Elsa Morante, la grande scrittrice che vinse il Premio Strega nel 1957 proprio con il romanzo “L’isola di Arturo”, ambientato sull’isola (che ebbe modo di scoprire all’inizio degli anni ’40 rifugiatasi insieme al neosposo Alberto Moravia per scappare agli orrori del conflitto) negli anni immediatamente precedenti alla seconda guerra mondiale. Procida ispiratrice, luogo dell’innocenza perduta e delle illusioni cadute, isolotto verde tinto di blu intenso, punteggiato di magnifici giardini ombreggiati da pergolati, come quello nel quale la Morante elaborò le sue pagine più belle, quelle che narrano di Arturo Gerace, il ragazzino innamorato dell’avventura che dal suo feudo isolano sogna di grandi campagne ed eroi, trasfigurata realtà che gira intorno al padre Wilhelm, alla madre morta nel darlo alla luce, alla fedele cagnetta Immacolatella e a Nunziatella, seconda moglie del genitore e primo amore. Figure integrate nel paesaggio che rivivono ogni anno nell’ambito della settimana della cultura, organizzata ogni settembre dal comune di Procida, sede del Parco Letterario, durante la quale viene anche conferito il noto Premio Elsa Morante. Nelle pagine del libro Elsa Morante non descrive solo gli assolati e silenziosi paesaggi procidani abitati da animali reali ed immaginari, la marina con le sue viuzze strette, le case variopinte, le barche in secca, il Castello che domina completamente l’isola, ma appare affascinata dagli usi e costumi di questa terra che racchiude mille tradizioni. Ciò che incantò la Morante è ancora presente nell’isola, alcuni luoghi sono rimasti inalterati, certe usanze sono ancora fortemente radicate nell’animo dei procidani, la natura ancora sorprende per la sua bellezza. Sono proprio questi gli elementi che costituiscono i punti di forza del Parco Letterario “L’Isola di Arturo” che intende riscoprire e valorizzare il territorio e le tradizioni isolane, accompagnando gli ospiti in un virtuale salto nel passato. Clicca sulla foto per le immagini

Vantaggi

Lungo questa strada, sulla destra, si erge l’ edificio della Scuola elementare che nella pesante veste architettonica forma una nota discordante per le semplici costruzioni dell’ isola. Nella piazzetta antistante all’ edificio vi è un monumento dedicato ai Caduti della Patria della prima guerra mondiale (1925).
Se invece al bivio si prosegue dritto, si perviene ad una piazzetta, sulla cui sinistra è la chiesa di San Giacomo (1656), oggi sconsacrata e in ristrutturazione. Più avanti vi è la chiesetta di San Vincenzo (1571) attuale sede dell’ Arciconfraternita dei Bianchi (cosiddetti per la mozzetta di seta bianca). Dopo questa chiesa sulla sinistra è la via dei Bagni che conduce alla spiaggia della Chiaia e più avanti i Giardini di Elsa, immersi in fantastici frutteti (dove Elsa Morante scrisse L’ Isola di Arturo), e attuale sede del parco letterario intitolato all’omonima scrittrice. La strada Vittorio Emanuele II prosegue tra semplici case e sontuosi palazzi d’ epoca (degno di nota è il palazzo Manzo, del 1685, sulla sinistra, il più antico datato dell’ isola), fino a giungere ad un altra chiesa quella di San Antonio Abate (primi sec.XVII).

 

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